Ventennale

Il 1 aprile di quest’anno è ricorso il ventesimo anniversario della promulgazione della legge 91/1999 “Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti”. Questo atto ha rappresentato per il nostro Paese un provvedimento storico sia in termini organizzativi, poiché ha strutturato la Rete trapianti all’interno del Servizio Sanitario Nazionale e ne ha affidato il coordinamento nazionale al CNT, sia sotto il profilo clinico-assistenziale, imprimendo una svolta decisiva all’attività di donazione e trapianto.

Grazie alla legge 91, il nostro sistema si è affermato come un’eccellenza della sanità pubblica riconosciuta a livello internazionale. Più d­­i 60.000 trapianti sono stati eseguiti da quel lontano 1999 grazie ad una rete capillare, che sa fare squadra e che ha portato il nostro Paese tra i primi in Europa per numero di interventi e qualità dei trattamenti. In vent’anni le donazioni sono passate da circa 700 a quasi 1.700 all’anno, i trapianti da poco più di 2.000 a oltre 3.700, mentre i pazienti in lista d’attesa sono scesi da 13.000 a meno di 9.000. Questi numeri raccontano il lavoro importante di un sistema nel quale operano quotidianamente più di 15mila professionisti, dai chirurghi ai rianimatori e agli internisti, dagli infermieri ai biologi, al personale tecnico e logistico.

Ecco perché è doveroso celebrare questo momento e con esso tutti i protagonisti della nostra Rete: gli operatori sanitari, i pazienti trapiantati, i familiari dei donatori, le associazioni  e le istituzioni. Lo faremo giovedì 7 novembre prossimo con “Voce di volti: 20 anni di Rete trapiantologica italiana”. Ad accompagnarci nel corso dell’evento saranno i conduttori Michele La Ginestra e Arianna Ciampoli, attraverso video, interviste e alcune incursioni nello spettacolo.

Sarà l’occasione per gettare un ponte ideale tra passato e futuro della rete trapiantologica e per festeggiare la cultura della donazione, che è il fondamento del nostro lavoro quotidiano: un valore che non solo permette di salvare la vita di migliaia di malati, ma anche di costruire un Paese più solidale e generoso.